I legni, uno per uno
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Larice
Larix decidua
Resinoso e venato fitto, regge l’acqua meglio di quasi tutti i legni nostrani. È il legno delle case walser qui sopra.
- Dove lo usiamo
- Serramenti, rivestimenti, pavimenti, cucine, mobili da esterno.
- Da dove arriva
- Valsesia e Valle Anzasca, da segherie entro 40 km dalla bottega.
- Durezza
- Media
- Profumo
- Resina, forte appena tagliato.
- Con gli anni
- Dentro casa scurisce piano verso un’ambra rossastra. Al sole e alla pioggia, senza vernice, diventa grigio argento in due o tre estati.
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Cirmolo
Pinus cembra
Tenero, pieno di nodi chiari, profuma di resina per anni. Si lavora bene a mano ed è il legno delle camere di montagna.
- Dove lo usiamo
- Camere da letto, stube, cassapanche, interni di armadi.
- Da dove arriva
- Boschi d’alta quota del Piemonte e della Valle d’Aosta, sopra i 1.600 metri.
- Durezza
- Tenera
- Profumo
- Dolce e resinoso, dura a lungo.
- Con gli anni
- Dal giallo paglia passa al miele e poi a un arancio caldo.
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Noce
Juglans regia
Duro ma docile allo scalpello, con venature scure e morbide. Il legno dei mobili buoni dei nonni.
- Dove lo usiamo
- Tavoli, ante di cucine, librerie, mobili da salotto.
- Da dove arriva
- Noce nazionale, da alberi di cascine del Novarese e del Vercellese.
- Durezza
- Media
- Profumo
- Leggero, quasi niente.
- Con gli anni
- Con la luce schiarisce un poco e vira verso il bruno dorato.
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Castagno
Castanea sativa
Ricco di tannino, resiste all’umidità e ai tarli senza trattamenti. Venatura marcata, simile al rovere.
- Dove lo usiamo
- Serramenti, travi, scale, mobili di linea semplice.
- Da dove arriva
- Boschi cedui della bassa Valsesia e del Biellese.
- Durezza
- Media
- Profumo
- Acidulo, di tannino.
- Con gli anni
- Dentro casa scurisce verso un bruno caldo. Fuori ingrigisce come il larice, ma resta più scuro.
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Ciliegio
Prunus avium
Fibra fine e compatta, si lucida come pochi. Lo usiamo per i pezzi piccoli e per rifare le parti mancanti dei mobili antichi.
- Dove lo usiamo
- Mobili fini, comodini, restauri, parti di ricambio per mobili antichi.
- Da dove arriva
- Alberi da frutto abbattuti in Piemonte e in Lombardia.
- Durezza
- Media
- Profumo
- Leggermente dolce.
- Con gli anni
- È quello che cambia di più: in un anno passa dal rosa salmone al rosso bruno, poi continua piano.
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Rovere
Quercus robur
Duro e pesante, con le specchiature lucide dei raggi midollari. Dura generazioni anche sotto i piedi.
- Dove lo usiamo
- Tavoli, pavimenti, scale, piani di lavoro.
- Da dove arriva
- Piemonte e Francia, comprato già stagionato in tavole.
- Durezza
- Dura
- Profumo
- Di cantina e di vino, appena tagliato.
- Con gli anni
- Dal biondo chiaro passa al color miele.
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Abete bianco
Abies alba
Leggero, stabile, senza resina. Non si vede quasi mai, ma tiene in piedi metà dei mobili.
- Dove lo usiamo
- Interni di armadi e cassetti, telai, perline.
- Da dove arriva
- Boschi della Valsesia e della Val Sermenza.
- Durezza
- Tenera
- Profumo
- Fresco, appena accennato.
- Con gli anni
- Ingiallisce appena.
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Acero
Acer pseudoplatanus
Chiarissimo e liscio, senza odore: è il legno giusto per tutto quello che tocca il cibo.
- Dove lo usiamo
- Taglieri, piani da lavoro chiari, interni di cassetti fini.
- Da dove arriva
- Valli del Piemonte orientale.
- Durezza
- Dura
- Profumo
- Nessuno.
- Con gli anni
- Prende un tono avorio caldo.
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Frassino
Fraxinus excelsior
Elastico e tenace: si piega senza rompersi. Venatura disegnata, simile al rovere ma più chiara.
- Dove lo usiamo
- Sedie, manici, scale a pioli, parti curvate.
- Da dove arriva
- Fondovalle della Sesia.
- Durezza
- Dura
- Profumo
- Leggero.
- Con gli anni
- Ingiallisce verso il paglierino.
Stagionatura
Larice e castagno li compriamo in tronchi dalle segherie della valle, li facciamo tagliare in tavole e li impiliamo sotto la tettoia dietro la bottega, con i listelli in mezzo perché passi l’aria.
La regola del nonno è ancora quella: un anno per ogni pollice di spessore. Una tavola da cinque centimetri resta fuori due anni, poi passa due settimane nella camera di essiccazione per scendere al 10% di umidità, quella di una casa riscaldata.
Un legno asciugato in fretta si muove per anni: le ante si storcono e i cassetti si bloccano. Un legno stagionato bene sta fermo.
Incastri, non viti
Cassetti a coda di rondine, telai a tenone e mortasa, scatole a pettine. Un incastro fatto bene tiene da solo e si può smontare e rifare; una vite nel legno massello, col tempo, allarga il foro. Le viti le usiamo per la ferramenta e per fissare i mobili al muro.
Finiture
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Olio e cera
Per i mobili da toccare: tavoli, cassettoni, letti. Il legno resta caldo sotto la mano e si ripara con un panno e un po’ di cera.
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Vernice all’acqua opaca
Per cucine e bagni, dove arrivano acqua e grasso. Non ingiallisce e non si sente al tatto.
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Impregnante a olio, o niente
Per serramenti e rivestimenti esterni. Il larice lo possiamo anche lasciare nudo: ingrigisce e dura lo stesso, come sulle case walser.
Mandacile misure
Due misure e due foto bastano per cominciare. Ti richiamiamo noi per fissare il sopralluogo.
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